Archivio digitale della cartografia e della aerofotografia storica della Campania
In questa sezione i vari link per accedere al sito dell'Archivio cartografico digitale della Campania
Nel 2025 è stato pubblicato un libro che spiega il progetto e la genesi di tutte le mappe storiche e moderne della Campania: Buccaro, A.-Discepolo, B - La conoscenza per il governo del territorio (Il Patrimonio digitale della Cartografia Storica della Campania) - Napoli, D'Amato Editore, 2025
(il libro è consultabile nella sede dell'Archeoclub Massa Lubrense)
La raccolta comprende 36 serie di carte, elaborate tra il 1869 e il 2007. Tra queste si annoverano: differenti edizioni delle Carte d'Italia IGM (scala 1:25.000, 1:50.000 e 1:100.000), Carte Topografiche Programmatiche Regionali (ed. 1984 - 1992 e ed. raster del 2003), Carta Tecnica della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana, Carta Tecnica dell'Italia Meridionale, Carta Tecnica Numerica Provinciale e Carta Tecnica Numerica Regionale e Carte relative all'uso del suolo. Inoltre è stato raccolto è catalogato il materiale cartografico dei seguenti Enti: Consorzio Campania Bonifiche, Consorzio Bonifica in Destra del Fiume Sele, Consorzio di Bonifica di Paestum, Consorzio di Bonifica della Conca di Agnano e dei Bacini Flegrei e il Consorzio di Bonifica delle Paludi di Napoli e Volla.
Il catalogo delle unità aerofotografiche è costituito da 22 serie di foto aeree realizzate a partire dai primi anni 40 del secolo scorso ai recenti anni 2000. La raccolta si compone di aerofotografie scattate durante la II Guerra Mondiale con finalità belliche,volo R.A.F. Royal Air Force britannica (1943); aerofotografie per la redazione di cartografie realizzate a cura dall’Istituto Geografico Militare IGM (1956, 1991); aerofotografie di ricognizione, volo U.S.A.A.F. United States Army Air Force (1957); aerofotografie commissionate dalla Regione Campania per la ricognizione del territorio a seguito di calamità naturali come il Terremoto in Irpinia (1980) e l’Alluvione di Sarno (1998); aerofotografie di studio e rilievo per la redazione di piani di settore, volo Penisola Sorrentina (1987), volo Parco Archeologico del Lago d’Averno (1992), volo Rilievo Aree Costiere (1994), volo Settore Geotecnica (2003).
Le carte storiche comprendono materiale miscellaneo, a partire Mappa Topografica della città di Napoli e de' suoi contorni di Giovanni Carafa duca di Noja (1750-1775). Sono presenti 15 serie di carte in cui protagonista è il Real Officio Topografico, fondato da Giovanni Antonio Rizzi Zannoni a Napoli nel 1781. Il laboratorio formava i cartografi del Regno e istruiva sull'uso delle tecniche di rilievo più all'avanguardia con l'utilizzo di nuovi strumenti moderni. Il Real Officio Topografico avviò così diverse imprese per la realizzazione di mappe topografiche, geografiche ed idrografiche del Regno delle Due Sicilie. Sono presenti inoltre carte ottocentesche relative a luoghi specifici del territorio campano, in particolare l'area vesuviana, Ischia e Capri, Benevento, Caserta e Salerno, Castellammare, Maddaloni e alcune del Novecento.
All’indomani dell’Unità d’Italia, e dei conseguenti provvedimenti in materia fiscale, si rese evidente la disparità dei sistemi di catastazione ereditati dagli Stati preunitari, realizzati in anni diversi, con metodi di stima differenti e in differente forma. Furono dunque varati una serie di provvedimenti e leggi al fine di uniformare il sistema catastale e, dunque, fiscale del nuovo Stato. Con la legge del 26 gennaio 1865 (legge Minghetti) l’imposta sui fabbricati fu unificata e distinta da quella sui terreni. Nel 1870 il Sella fece approvare un regolamento per la formazione di un vero Catasto dei fabbricati, basato sulla redazione di una Tavola censuaria, un Registro delle partite e di quello con le Matricole dei possessori, il cui regolamento fu introdotto con la legge del 24 agosto 1871.Nelle province prive di catasti geometrici fu avviato il rilevamento dei principali centri urbani, sebbene con metodi ancora non unificati. In considerazione delle trasformazioni territoriali in atto, conseguenti all’abolizione delle barriere doganali tra i vari Stati preunitari e allo sviluppo dell’agricoltura, della rete ferroviaria e di quella stradale, si rese necessario un riordinamento dell’imposta anche relativa ai terreni. Il 1° marzo 1886 fu varata la legge n. 3682 sulla perequazione fondiaria, che tra gli altri provvedimenti sancì la redazione del Nuovo catasto terreni, in forma geometrico-particellare, uniforme per tutti i comuni del Regno e fondato sulla misura e sulla stima. Occorrevano operazioni di rilevamento geometrico e topografico ma anche tecnico – estimativo; era necessaria l’operazione di misura delle singole proprietà e delle diverse particelle catastali, per poi procedere all’elaborazione di mappe planimetriche collegate a punti trigonometrici. Per quanto riguarda la scala grafica si ritenne come più adatta quella 1:2000 (si poteva scegliere tra 1:500 a 1:4000); si prevedeva la possibilità di utilizzare rilievi più antichi, opportunamente aggiornati. L’unità catastale e, quindi, fiscale sarebbe stata la particella di coltura o di destinazione. Il Catasto rappresenta uno strumento estremamente importante per lo studio di molti centri del Mezzogiorno, rappresentando in molti casi la prima rappresentazione integrale del territorio prima degli sconvolgimenti post-bellici. Le raccolte contenute all’interno dell’Archivio Digitale della Regione Campania comprendono mappe del Catasto di Impianto di alcuni comuni campani, ma anche mappe di catasti realizzati in epoche più recenti, nella seconda metà del Novecento. In particolare sono state individuate le seguenti mappe catastali:Catasto d’Impianto di Napoli, per i comuni di Ischia e quartieri di Vicaria e Mercato; Catasto d’Impianto di Salerno, corredato di Atlante e relative indicazioni sulle operazioni di rilievo e disegno; Catasto di Caserta, composto da fogli del catasto d’Impianto a cui sono stati sovrapposti degli aggiornamenti eseguiti a mano tra il 1931 e il 1956; Catasto di Benevento, composto da fogli del catasto d’Impianto a cui sono stati sovrapposti degli aggiornamenti eseguiti in anni non indicati; Catasto di Avellino.