Avv. Nino Cuomo (1930-2026)

Sembrava impossibile, e forse, nonostante l'età e gli acciacchi, nessuno se l'aspettava. Ma Nino Cuomo, lo scorso 19 agosto 2026, se n'è andato. Si chiude così una pagina davvero importante della storia della Penisola Sorrentina, senza un eccessivo clamore ma con grande partecipazione umana. Nino Cuomo, in fondo, ha rappresentato quell'anello di congiunzione tra il passato e il presente di una Sorrento in costante mutamento; ma non solo: da avvocato, da politico e amministratore pubblico, da storico e giornalista, da priore di una congrega e da animatore culturale ha saputo osservare e analizzare quei cambiamenti profondi, quei mutamenti sociali, economici e persino ambientali della sua amata Sorrento. Si può affermare che, da protagonista, abbia attraversato gran parte del secolo scorso. Antonino Siniscalchi, sui social, ha giustamente notato che la morte di Nino Cuomo chiude "una pagina importante" della storia sorrentina del '900. Come dargli torto: lo stesso Nino, già qualche anno fa, si era volto al suo passato, ricostruendo le trame del suo intenso vissuto. Ne erano venute fuori tre autentiche, belle testimonianze autobiografiche. Nel 2010, per i tipi della Nicola Longobardi Editore, aveva pubblicato "Incontri di un Sindaco", ricco di aneddoti e spunti; nel 2013, poi, fu intervistato da Eleonora Puntillo e si giunse, per i tipi della Grimaldi Editore, alla pubblicazione del volume "Sorrento - storie, personaggi e ricordi del '900 raccontati da Nino Cuomo". Nel 2015, infine, Nino si volle immaginare come un albero, impegnato a scrivere le proprie radici: nacque il volume "Nino Cuomo ricorda", edito dal solito, raffinato Nicola Longobardi.

Ebbene, queste testimonianze, di prima mano, ci permettono di ricostruire una vita intensa, ricca di interessi e di avvenimenti; non sempre lieti, sia chiaro. Eppure, bastano poche righe per capire il senso di una vita vissuta tanto intensamente: "solo un altro anno chiedo al Padreterno - scriveva nel 2013 - ma lo chiedo ogni anno ed egli mi accontenta [...] perché i miei motivi lo convincono". Ed è proprio vero: fino a pochi anni fa, infatti, Nino Cuomo si è dimostrato un "vulcano" di idee, sempre pronto a spendersi in prima persona per la cultura e il territorio.

Era nato, a Sorrento, il 17 giugno del 1930, figlio primogenito di Federico e Libia Fiorentino. Lo avevano seguito, negli anni successivi, 7 tra fratelli e sorelle; suo padre Federico gestiva, a via San Francesco, un esercizio commerciale per la vendita di oggetti d'intarsio e di artigianato locale. Si trattava della naturale continuazione di una fabbrica d'intarsio fondata proprio dal nonno Antonino, storico lavorante dei Grandville e, in seguito, imprenditore. Il piccolo Nino, precoce e volitivo sin dalla più tenera età, frequentò dapprima le scuole elementari a Marina Grande, presso le Suore d'Ivrea, per poi sostenere, a soli nove anni, l'esame di ammissione alle scuole medie. Continuò il ginnasio a Castellammare di Stabia, presso i Salesiani e, a soli 13 anni, ottenne l'ammissione al liceo di Meta, allora sezione provvisoria del "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia. Nel 1944, però, il padre volle condurlo a Cava de' Tirreni, per frequentare il liceo-ginnasio "San Benedetto", annesso all'antichissima Abbazia Benedettina della SS. Trinità. La scelta, in quel caso, non fu casuale: Federico Cuomo, da studente, aveva frequentato proprio quell'austera scuola, fucina di cultura e di impegno.

Al periodo cavese risale la sua prima avventura giornalistica, se così la possiamo definire. Nino Cuomo, assieme ad alcuni compagni di scuola, diede alle stampe un giornale che già dal titolo, "Il Collegiale Qualunque", sembrava ispirarsi al giornale stampato da Guglielmo Giannini "L'uomo Qualunque", organo del partito qualunquista. Non era un caso: Federico Cuomo, negli ultimi anni del Regime Fascista, aveva ricoperto il ruolo di vicepodestà di Sorrento, per poi aderire, nella sua fase embrionale, al partito dell'uomo qualunque. Nel 1946, con una media scolastica a dir poco eccezionale, Nino Cuomo conseguì la maturità classica, decidendo di iscriversi alla facoltà di ingegneria. Ma, nonostante la passione per le materie scientifiche, non era la sua strada; passò a giurisprudenza e nel 1953 conseguì la laurea in legge, con una tesi in diritto commerciale. Tuttavia, negli anni dall'università, Nino Cuomo non rimase con le mani in mano, dedicandosi a molteplici attività. Si diede anima e corpo al giornalismo, scrivendo dapprima su "Il Corriere della Penisola Sorrentina", per poi iniziare una trentennale collaborazione con "Il Corriere dello Sport"; ma non solo: collaborava, al tempo stesso, con "Il Mattino d'Italia", con "Il Tempo" e con "La Follia di New York", periodico in lingua italiana diffuso tra gli italiani newyorkesi. Era un periodo favorevole, di grande vivacità sociale, culturale ed economica. Nino Cuomo sembrava instancabile, capace di fare tutto e il contrario di tutto, senza mai fermarsi. Nel 1952, poco prima della laurea in legge, decise di fondare il quindicinale "Sorrento, la Penisola del Sole", pubblicato sino al 1955; collaborava, poi, a decine di giornali e periodici, tra i quali spiccava "Il Mattino". Si dedicava anima e corpo alla sport, passando dal nuoto al basket, senza mai tralasciare il calcio.

Eppure, inziava a farsi largo, sempre più, la vocazione politica. Un primo "assaggio", se così si può dire, avvenne nel 1952. Contemporaneamente all'ingresso nell'Arciconfraternita di Santa Monica, Nino Cuomo fu chiamato a tenere il discorso commemorativo per il 75esimo anniversario della fondazione della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Sorrento. Questi avvenimenti, per quanto diversi tra loro, segnarono il suo debutto sulla scena sociale sorrentina. Seguiva le posizioni del padre Federico e, a poco a poco, ottenne visibilità. Iniziò ad appoggiare, alle elezioni amministrative del 1948, i candidati della lista dell'Uomo Qualunque, per poi transitare, già negli anni '50, tra le fila della DC. Mentre il padre Federico si vide nominato presidente dell'Ente Comunale di Assistenza, il giovane Nino iniziò a lavorare nell'ambito della Coldiretti. Fu nominato presidente della sezione sorrentina dei coltivatori diretti e, per la sua formazione (già laureato, faceva pratica legale presso lo studio del tributarista napoletano Buriani), dovette rimettere in piedi una complessa ma importante macchina organizzativa. Fu per Nino Cuomo, volitivo e desideroso di emergere, il vero e proprio "trampolino di lancio", che in pochi anni lo catapultò dall'attività sindacale alla politica. Intanto, nel bel mezzo di tutte queste attività, Nino sposò Rosa Pane, dalla quale ebbe 4 figli: Libia (tragicamente scomparsa nel 1976), Federico, Giuseppe e Amelia. Insomma, pur avendo meno di trent'anni, Nino stava gettando le basi di un avvenire ricco di impegni e di soddisfazioni, di successi e di riconoscimenti. Alle elezioni del 1960, quando ormai era un nome affermato tanto nel campo professionale (avvocato dal 1957) quanto nel campo sindacale, ottenne un risultato elettorale lusinghiero, divenendo persino assessore. Nel 1964, però, la situazione politica cambiò e l'elezion

e a sindaco di Gioacchino Lauro sembrò cambiare gli equilibri in campo. Nino Cuomo, raccogliendo una sorta di eredità paterna, fu eletto nella commissione ECA, divenendone presidente tre anni dopo. Risaliva a quel periodo, infatti, la demolizione dell'antico ospedale di Sorrento, un tempo convento degli Agostiniani; fu via via costruito il nuovo edificio, quello ancora visibile, e dopo un lungo iter, fortemente voluto dallo stesso Nino Cuomo, la struttura ottenne la classificazione di "ospedale di terza categoria". 

Nino Cuomo, ormai, era all'apice della popolarità e alle elezioni del 1975 risultò il primo eletto tra le fila della DC. Ma le beghe di partito frenarono la sua elezione a sindaco. All'epoca, infatti, il Sindaco veniva eletto dal Consiglio Comunale, rendendo questa operazione, nell'ambito della dialettica interna ai partiti, particolarmente complessa. Nino Cuomo, vicino alle posizione del democristiano Arcangelo Lobianco, leader della Coldiretti, risultava inviso a Raffaele Russo e, soprattutto, a Silvio Gava. Per questo motivo, nonostante il successo elettorale, ottenne la fascia tricolore di Sindaco soltanto nel 1978, guidando una giunta con il sostengno del comandante Achille Lauro. Nel corso di questa breve sindacatura, fu fondato il Centro Studi "Bartolommeo Capasso" e, grazie alla passione culturale dello stesso sindaco, fu organizzata la prima "Mostra Mercato del Libro e della Stampa Antichi"; ma non solo: risale a quel periodo la prima zona pedonale estiva del centro storico di Sorrento, nonché, d'intesa con il prof. Antonino Fiorentino, la fondazione del Cmea. 

Alle elezioni del 1980, Nino Cuomo trionfò nuovamente. Tuttavia, di lì a poco, si sarebbe scatenato l'inferno: il 23 novembre del 1980 si registrò un terribile terremoto. Nino, impegnato per un convegno a Milano, rientrò in tutta fretta, trasferendo immediatamente gli uffici comunali nei locali dell'azienda di soggiorno. A quel punto, dovette abilmente agire per evitare il collasso di Sorrento. Da un lato, infatti, dovette garantire un tetto ai sorrentini privi di casa; dall'altro, per evitare il collasso dell'economia turistica, dovette evitare la requisizione degli alberghi sorrentini, bloccando le paventate invasioni di sfollati dall'area stabiese. Il miracolo, in un certo senso, riuscì: una conferenza stampa tenutasi a Londra rassicurò il tuor operator anglosassoni e i danni economici furono contenuti. Ma il peggio doveva ancora venire. Alle elezioni politiche del 1983, per il suo legame con la Coldiretti, Nino Cuomo riuscì a far ottenere centinaia di voti al prof. Arcangelo Lobianco. Questa operazione, in un territorio complesso come la Penisola Sorrentina, mandò su tutte le furie il gruppo dirigente della DC legato ad Antonio Gava e a Raffaele Russo. 

Ancora nel 2015, Nino ricordava la vicenda con dolore e con un pizzico di malcelata rabbia: "nella primavera del 1984 - scriveva nel volume "Nino Cuomo ricorda" - a seguito di una denunzia circa una delibera di assunzione di invalidi civili, insieme all'assessore Denaro, fui privato della libertà personale e dopo circa un mese di...villeggiatura a Poggioreale (proprio nel periodo Pasquale) e, quasi altrettanto in casa, dovetti dimettermi da sindaco, continuando ad essere consigliere comunale fino al 1985". Rimase ai margini della vita politica sino al 1990, quando, per via di una sorta di "ricatto" (così lo ricorda nella sua autobiografia), cedette la sua candidatura al figlio Giuseppe, che ottenne un successo inaspettato. Si chiudeva così, dopo quarant'anni di impegno, la sua carriera politica, mentre si avviava quella del figlio Peppino. Nel 2010, dando alle stampe il volume "Incontri di un Sindaco", Nino Cuomo volle tracciare una sorta di bilancio della sua esperienza alla guida della città di Sorrento. 

Era riuscito, negli anni trascorsi alla guida della città, a consolidare l'immagine di una terra ricca di storia, veramente accogliente. Si spese, senza requie, per trasformare Sorrento in una vera e propria capitale del turismo. E, abbandonando la politica attiva, riversò le sue energie e il suo entusiasmo nella cultura. Già da sindaco, infatti, aveva ideato il premio "Sorrento nel mondo", ma non si fermò. Fondò l'Associazione Studi Storici Sorrentini e non mancò, nel tempo, di ricordare la figura del poeta Torquato Tasso, organizzando l'annuale "Certamen Tassianum" e pubblicando, dal 1994, la rivista "Studi Tassiani Sorrentini". Intanto, raccoglieva, nel suo studio sul Corso Italia, libri, documenti e fotografie: era una vera e propria "mania" la sua! La collezione tassiana di Nino Cuomo, infatti, è leggendaria per qualità e quantità di titoli. Eppure, come è facile intuire, la sua passione per la ricerca lo conduceva a scrivere, a svolgere ricerche accurate, a favorire studi e pubblicazioni. 

Non è semplice, per la mole titanica del suo lavoro, ricostruire una sua bibliografia, che arriverebbe a contare qualche centinaio di titoli. Tuttavia, Nino amava a tal punto Sorrento che, nel corso degli anni, volle pubblicare a spese dell'Associazione Studi Storici Sorrentini decine di pubblicazioni, ospitandole nella "Collana Storica Sorrentina". Raccoglieva proverbi e detti Sorrentini e, negli ultimi decenni, aveva preso l'abitudine di pubblicare l'agenda storica della Penisola Sorrentina. Insomma, fa tuttora rabbrividire la sua capacità di farsi, contemporaneamente, ricercatore e animatore culturale, sempre curioso, appassionato fino al midollo di Sorrento e della sua storia. Infine, volendone tracciare un profilo completo, non si può dimenticare la sua attività confraternale. Entrato, nel 1952, tra le fila dell'Arciconfraternita di Santa Monica, ne divenne priore l'anno successivo, sempre rieletto sino al 2003: un record! Alla cerimonia funebre, tenutasi nella chiesa della SS. Annunziata, Nino Cuomo è stato salutato per l'ultima volta dal coro del "miserere". Un commiato degno di uomo che, nel corso della sua lunga vita, ha saputo farsi interprete di una Sorrento in bilico tra passato e presente

Gennaro Galano