Professor Ferdinando Scarpati (1771-1850)
A Meta, in Via Gradoni dei Pescatori, sulla facciata della sua casa troviamo una lapide marmorea dedicata a Ferdinando Scarpati che il Comune fece installare nel 1909 e che così recita: “A Ferdinando Scarpati nato in questa casa ad 11 luglio 1771, morto a 29 maggio 1850, nocchiero ed esploratore arditissimo dei più difficili mari, compendio di quanto la scienza e l’arte conferirono alla storia della navigazione, inventore di tavole logaritmiche universalmente adottate, maestro di nautica insuperato e longanime consultore invocato e riverito delle Accademie scientifiche e navali, per memoria perenne ed a gloria cittadina. Il Comune di Meta. Agosto 1909”.
Ma chi era Ferdinando Scarpati? Sicuramente la figura storica più geniale e poliedrica che abbia espresso Meta e forse l’intera Penisola Sorrentina. Scarpati era dotato di una genialità poliedrica ed oggi ai posteri lo si può tranquillamente definire scienziato, astronomo, idrografo, matematico, comandante, professore, geografo, cartografo, poliglotta, scrittore e filantropo.
Nacque a Meta l’11 Luglio del 1771, in una stupenda casa a strapiombo sul mare a Gradoni Pescatori, rampollo di una famiglia moderatamente agiata di capitani e armatori, sin da giovane divenne un esperto navigante. Aveva una sorte di immenso interesse per il sapere ed un amore viscerale per il mare e per la navigazione, tanto da aggregarsi giovanissimo come “pilotino” nella Real Marina borbonica per poi cominciare a navigare in Marina Mercantile sulle navi di famiglia, curandone altresì gli interessi commerciali.
Poco più che ventenne dopo una serie di viaggi verso il Mediterraneo Orientale ed il Mar Nero produsse un’accurata serie di carte idrografiche innovative del Mar Nero, del Mar d’Azov, del Mar di Marmara, dei porti di Sebastopoli, Costantinopoli degli stretti dei Dardanelli e del Bosforo e di vari arcipelaghi della Grecia orientale. Instancabile studioso, dal 1797 professore di scienze nautiche a Palermo, chiamato in quella città da Giovanni Fileti, l’autore delle carte nautiche del Mediterraneo in uso sulle navi napoletane. Poi direttore della Scuola Nautica di Meta e docente in quella di Piano; nel 1830 docente della Real Accademia della Marina del Regno di Napoli e riorganizzatore, nel 1842, della scuola nautica di Procida. I suoi interessi culturali e scientifici applicati alla navigazione lo portarono a occuparsi di matematica, astronomia, geometria solida e di quelle discipline che potessero servire alla formazione di ufficiali di marina, in grado di navigare ovunque usando i moderni strumenti offerti dal progresso scientifico, e preparati culturalmente e tecnicamente per inserirsi nelle rotte mercantili oceaniche alla pari con le marinerie più antiche e sperimentate. Queste conoscenze furono riversate nelle opere pubblicate, quali il “Trattato di Navigazione” con accluso un “Vocabolario dei Marini” e le “Tavole logaritmiche dei Numeri e delle Linee trigonometriche” con le “Tavole astronomiche e Nautiche”, oltre che negli inediti manoscritti per lo più usati nell’attività didattica. e conservati nell’archivio del Museo Correale.
L’impegno culturale e l’insegnamento non gli impedirono di svolgere un ruolo attivo nella vita politica e sociale della Penisola sorrentina: fu membro del Decurionato, responsabile della sicurezza interna del Comune del Piano e regolatore sanitario dei porti di Meta e Piano. Fu anche amministratore laico della Chiesa di Santa Maria del Lauro di Meta impegnandosi a stornare fondi per le famiglie più povere. Inoltre lo troviamo tra i soci fondatori delle tre Compagnie di Assicurazioni e Cambi Marittimi, sorte a Meta e a Piano tra il 1825 e il 1831.
Ebbe contatti amicali e/o epistolari con grandi personaggi del mondo della cultura del tempo, infatti ricevette come ospite nella sua dimora metese niente meno che Giacomo Leopardi, Mario Pagano, Pasquale Borrelli e Roberto Savarese e non disdegnò proficue corrispondenze letterarie con Vincenzo Gioberti, con lo storico Pietro Colletta, con il giureconsulto Nicola Niccolini, con il generale ed intellettuale Carlo Filangieri. Fu socio corrispondente delle Accademie di Francia e d’Inghilterra. La sua casa natale a Meta rimane oggi quasi intatta con il doppio balcone a vista sulle due spiagge di Meta (Purgatorio ed Alimuri). Ferdinando Scarpati si spense nel 1850 in quella stessa casa dove nacque.
a cura di Eugenio Lorenzano